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Luogo strategico di transito, scalo
privilegiato di traffici mercantili e commerciali,
approdo di popoli di razze, lingue e religioni diverse,
Palermo ha affascinato visitatori e stranieri per
la sua felicissima posizione, la mitezza del clima
e la bellezza dei luoghi. Anche per questo, innumerevoli
sono state, nei secoli, le dominazioni subite.
Palermo_multietnica
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Qui si raccomanda di soffermarsi
davanti la storica friggitoria palermitana,sita in
Via Porta di Castro,per gustare il pane con
le panelle,tipico prodotto della tradizione
popolare e gastronomica di Palermo.
Nato da una sperimentazione gastronomica degli arabi,le
panellesi possono gustare solo a Palermo
e dintorni. Associate al pane rappresentano il caratteristico
spuntino palermitano.
Da questa posizione sarà facile
introdursi in Via_Maqueda,
che richiama a mente le vie di certe città
della Spagna meridionale,per raggiungere poi la Via
Calderai e addentrarci fra le bancarelle del mercato
omonimo,noto per i lavori in stagno e rame.Qui non
mancherà di visitare la Chiesa di S.M. dellAmmiraglio
o Martorana .
Splendido esempio di architettura normanna,venne fatta
erigere nel 1.143 da Giorgio di Antiochia,ammiraglio
di Ruggero II. Per concessione di re Alfonso venne
ceduta,nel 1.433,al monastero adiacente fondato da
Eloisa Martorana,da cui prese il nome.
Questultimo ricorda il nome dei
pasticcini_in_pasta_di_mandorla,
deliziosi frutti di marzapane,tipico dolce siciliano
legato alla Festa dei morti.Secondo questa
tradizione i genitori regalavano ai bambini dolci
e giocattoli dicendo loro che erano stati portati
in dono dalle anime dei parenti defunti.
Di solito per i maschietti erano armi: pistole a tamburo
con tanto di fodero o fucili con il tappo che era
attaccato tramite un laccio, ispirati a modelli western;
c'erano pure costumi da indiani /quelli d'america)
con archi e frecce.Le bimbe: bambole ricciolute, passeggini,
assi da stiro, fornelli e pentolame. I più
facoltosi regalavano tricicli e biciclette fiammanti.
Al mattino miracolo! Bisognava trovare il regalo nascosto
in un punto insolito della casa, nella notte tra l'1
e il 2 novembre.
Insieme la Via Calderai,le vie c.d.
artigianedi Piazza Meli,con lattività
degli argentieri e Via della Loggia con lattività
dei frangiai;Via dei Coltellai; dellArgenteria
e dellArgenteria Vecchia; Via dei Carrettieri;
dei Busari; dei Candelai; dei Tintori; dei Materassai;
degli Schioppettieri; dei Chiavettieri; Maccheroni;
dei Bambinai (numerosi erano gli artigiani della cera
che modellavano figure
sacre e in particolare il Bambin Gesù)ne
cui nomi è impressa la multiforme presenza
delle attività artigianale a Palermo.
Lanima popolare più
intima si ritrova nei mille oggetti che costituiscono
la base dellartigianato siciliano.Fra questi
la realizzazione dei Pupii_siciliani
, modellati sul metallo dai costumi di seta e sgargianti
e festosi.Sarà possibile assistere a spettacoli
di marionette al Teatro
dei pupi, legato alle tradizioni cavalleresche
arabo-normanne e dei paladini della Francia.Leggende
di dame e cavalieri,la figura idealizzata di Ruggero
che fa scempio dei Musulmani,i cavalieri della tavola
rotonda,gli eroi Bretoni,carolingi e Re Artù
sono i personaggi,interpreti delle mille storie,raccontate
dai Pupara.
Sulla stessa via laboratori artigianali.
Si prosegue con la visita del mercato
la Vucciria,il più celebre e rinomato
mercato di Palermo.Leco della letteratura,del
cinema,dellarte se ne sono sempre occupate molteplici
volte,non ultimo Renato Guttuso nel suo splendido
quadro dove mette in risalto la genuinità e
la quotidianità di un popolo come quello palermitano.
La parola vucciriaderiva dal francese
boucheriache fa riferimento ad un mercato
che vende solo carne.Contrariamente,la
vucciria viene definito mercato nel senso esteso della
parola,dove vi si vende tutto per la gastronomia,per
la casa ecc.E il mercato del pesce per eccellenza.
Al suo interno sosta presso una delle più note
bancarelle,sita in Piazza Caracciolo,ove si possono
gustare le rinomate vastelleo focacce
per intenderla in italiano,nonché il noto pane
cà meusa,tipica pietanza della tradizione
gastronomica palermitana.
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